Complesso di Domu Beccia

Il complesso nuragico di Domu Beccia

Il complesso nuragico di Domu Beccia

I resti del nuraghe sa Domu Beccia rappresentano una delle maggiori fortezze nuragiche dell’isola. Il cattivo stato di conservazione non impedisce di individuarne il corpo centrale (mastio con bastione trilobato) e l’ampio antemurale articolato in almeno sette torri. Il nuraghe, edificato in blocchi basaltici agli inizi dell’età del Bronzo medio (come documentano alcune ceramiche), domina un vasto villaggio di capanne circolari a nord-ovest. A circa 100 m a nord della fortezza si trovano i resti di una tomba dei giganti, probabile sepoltura collettiva degli abitanti del villaggio. La tomba, perfettamente individuabile nel suo contorno, mostra la classica forma di questo tipo di sepoltura, con camera absidata ed emiciclo frontale arcuato.

Come arrivare
Dall’abitato di Uras uscire, in direzione Sud, sulla vecchia SS 131: il Nuraghe Sa Domu Beccia si trova a circa 800 m dal paese, dopo il cimitero.

Il contesto ambientale
Il monumento è situato in un’area pianeggiante del Campidano di Oristano, nella Sardegna centro-orientale.

Descrizione
Il nuraghe Domu Beccia è un’imponente edificio di tipo complesso, costruito in tecnica “poliedrica“, con blocchi di basalto appena sbozzati. È costituito da un bastione triangolare che racchiude la torre primitiva ed un cortile, e da un antemurale turrito di pianta ettagonale. A sud della struttura si estende un vasto villaggio.

Il complesso nuragico di Domu Beccia

Il complesso nuragico di Domu Beccia

L’antemurale, ad andamento spezzato irregolare, ingloba sei torri ai vertici dell’ettagono. Le torri hanno un diametro variabile fra i 5 e i 6 metri, sporgono all’esterno per metà della loro circonferenza e si conservano meglio nel lato esterno. L’ingresso della cinta, individuabile quasi con certezza nella cortina sud/sud-ovest, introduce in un ampio spazio che mostra tracce di strutture murarie di difficile definizione, forse resti di cortine di una più antica lizza.
Il bastione (m 38,50 x m 33,30) si addossa quasi, col vertice settentrionale, all’antemurale. È composto da tre torri -nord, sud/sud-ovest, sud/sud-est- unite da cortine rettilinee.
La torre centrale è quasi addossata alla torre nord del bastione e si conserva per pari altezza; il suo ingresso si affaccia su un cortile sub-circolare. Lo stato di interramento del monumento non consente di rilevare le articolazione planimetriche delle camere, degli ingressi e dei corridoi che, sfociando nel cortile centrale, dovevano consentire il collegamento tra le varie parti dell’edificio. Il nuraghe è databile al 1400-1000 a.C.
A sud del complesso, si estende un vasto villaggio, costituito da circa 150 capanne discretamente conservate, generalmente di pianta circolare e con diametro variabile fra i 5 e i 6 metri. Sul lato nord, a poca distanza, si individua il profilo in pianta di una tomba di giganti con corpo allungato absidato ed esedra semicircolare.

Storia degli scavi
Il complesso è segnalato dalla metà del secolo scorso.

Bibliografia
G. Lilliu, “Notiziario (1947)”, in Studi Sardi, VIII, 1948, pp. 418-419;
G. Lilliu, “Antichità nuragiche nella diocesi di Ales”, in La diocesi di Ales-Usellus-Terralba: aspetti e valori, Cagliari, Fossataro, 1975, pp. 136, 142, 143, 116, 159;
L. Usai , “Uras: loc. Domu Beccia”, in I Sardi: la Sardegna dal paleolitico all’età romana, a cura di E. Anati, Jaca Book, Milano, 1984, pp. 206-208.

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